Le tasse per i liberi professionisti - 4° puntata


Il professionista non viene considerato un motore economico, ma un potenziale evasore, non un soggetto da sostenere, ma da controllare.
Non un alleato dello Stato, ma un sospetto permanente.
Ed ecco cosa succede al momento della dichiarazione dei redditi, allorquando si parla di deduzioni e detrazioni fiscali.

La deduzione è il meccanismo che riduce il reddito imponibile IRPEF del professionista, e si applica ai soggetti in regime ordinario, mentre non si applica ai forfettari, che non deducono analiticamente i costi, ma gli viene riconosciuto un abbattimento forfettario del 22%. Punto.

Il riferimento normativo è l’art. 54 TUIR, riscritto dal D.Lgs. 192/2024, che oggi contiene solo la regola generale e le esclusioni, mentre le singole categorie di spesa sono state distribuite negli articoli 54-bis e fino al 54-octies.

I principi fondamentali

1. Principio di cassa
  • conta quando paghi, non quando maturi la spesa
  • il reddito imponibile si calcola come
  • compensi incassati - spese deducibili

2. Inerenza

La spesa deve essere funzionale all’attività professionale. In caso di accertamento, il professionista deve dimostrare:

  • esistenza del costo
  • collegamento con l’attività

3. Documentazione

Serve fattura, ricevuta o scontrino parlante intestato al professionista. Senza documentazione, la spesa non è deducibile.

4. Tracciabilità (dal 2025)

Per alcune categorie (vitto, alloggio, viaggi, trasporti), la deduzione è ammessa solo se il pagamento è tracciato (bonifico, carta, strumenti previsti dall’art. 23 D.Lgs. 241/1997). Se non tracciato, allora non è deducibile.

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