Che fine ha fatto Etnasky?

 

Da qualche mese circola una domanda curiosa tra chi segue il mondo dell’aviazione siciliana: che fine ha fatto EtnaSky?
Il sito è ancora online, patinato, elegante, con slogan ambiziosi e una missione chiara: creare una compagnia aerea “fieramente siciliana”, capace di colmare il vuoto lasciato da anni di dipendenza totale dai vettori low‑cost.

Eppure, dietro quella vetrina scintillante, tutto sembra fermo.

EtnaSky si presentava come la compagnia che avrebbe riportato “dignità ai siciliani”, con tariffe equilibrate, servizi inclusi e un legame forte con il territorio.
Una narrazione potente, quasi identitaria, che intercettava un bisogno reale: la mobilità aerea da e per la Sicilia è spesso ostaggio di prezzi stagionali, scarsa concorrenza e logiche di mercato poco favorevoli ai residenti.

Il sito parla di network nazionale, futuro europeo, persino intercontinentale.

Ma non parla di una cosa: voli operativi.

Ad oggi non risultano annunci ufficiali di rotte, partnership, flotta, certificazioni operative (AOC) o date di avvio.

Il portale ospita una sezione “Lavora con noi”, ma non esiste un sistema di prenotazione, né comunicati stampa, né attività sui canali social.

Un progetto che sembra sospeso: presente online, assente nella realtà.

In Sicilia abbiamo visto nascere e morire molte idee legate al trasporto aereo. Alcune erano iniziative genuine ma troppo fragili per decollare; altre erano senza un vero piano industriale alle spalle.

EtnaSky, almeno per ora, appartiene alla categoria delle promesse non ancora verificate.

Commenti