Avete mai fatto la cosiddetta strada "delle Zagare" e la strada dei "Paesi Tenei"?
Ecco qui ... anatomia di un Comune che incassa ma non ripara
A San Giovanni la Punta le scaffe non sono un problema: sono una linea editoriale.
L’asfalto è un concetto astratto, un’ipotesi filosofica, una promessa elettorale ricorrente, ma meno affidabile.
Il Comune incassa IMU dai centri commerciali come se gestisse Wall Street.
Eppure le strade sembrano il risultato di un bombardamento selettivo: colpisce solo dove passano i cittadini.
La domanda è semplice: perché, con tutti quei soldi, le strade restano un campo minato?
Le risposte possibili sono tre:
- l’evaporazione fiscale, l’IMU entra, ma poi svanisce come l’acqua nei canali di bonifica
- il cantiere immaginario, si parla di lavori, si annunciano lavori, si inaugurano lavori… ma i lavori non esistono
- il culto della scaffa, forse la buca è diventata un simbolo identitario, un totem urbano, un patrimonio da preservare
Intanto noi mortali cittadini sviluppiamo competenze avanzate:
- sospensioni adattive umane, perché quelle dell’auto sono morte da tempo
- guida tattica, ogni tragitto è una missione militare
- mappatura d'amore e da amare, ogni buca ha un nome, una storia, un ricordo doloroso
E mentre tutto questo accade, il Comune osserva.
Non interviene, non ripara, non spiega.
Osserva.
Come se le scaffe fossero un fenomeno naturale, tipo l’Etna, ma senza la dignità del vulcano, almeno l'Etna erutta verso l'alto, qui si sprofonda verso il basso.
Ma un minimo comune denominatore c'è: le scaffe diventano piccoli vulcanetti ...
Commenti
Posta un commento