Sulle "scaffe" - 1° puntata

 

C’è chi parla di crisi climatica, chi di declino delle infrastrutture, chi di mancanza di fondi.
Parliamo di scaffe.
Perché la scaffa non è una buca: è un’esperienza formativa, un rito di passaggio, un test di fede nella meccanica moderna.

C'è la Scaffa Fondativa
È quella che incontri la prima volta che prendi la macchina nuova.
Ti illudi di evitarla, sterzi, freni, imprechi… e lei, con calma zen, ti prende comunque.
Da quel momento capisci che l’auto non è tua: è del territorio.

C'è la Scaffa Evolutiva
Quella che cresce.
Ieri era un avvallamento, oggi è un cratere, domani ci puoi fare un allevamento di trote.
La scaffa evolutiva non si limita a esistere: ambisce.

C'è la Scaffa Mistica
Appare solo di notte, sotto la pioggia, quando sei in ritardo.
Di giorno non c’è.
Di notte sì.
È la scaffa che ti insegna l’umiltà.

C'è la Scaffa Amministrativa
Quella che, secondo la leggenda, “domani la chiudono”.
Domani.
Sempre domani.
Il domani della scaffa amministrativa è un concetto filosofico, non temporale.

C'è la Scaffa Sociale
Quella che unisce le persone.
La vedi, rallenti, fai i fari a chi arriva dall’altra parte.
Un gesto antico, solidale, quasi commovente.
La scaffa crea comunità.

Le scaffe non sono un problema: sono un patrimonio immateriale, un elemento identitario, un modo per ricordarci che la vita è imprevedibile, l’ammortizzatore pure, e che ogni viaggio in Sicilia è un’avventura.

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