Avrei dovuto intitolare il post "La Repubblica delle PEC e dei “si trasmette per competenza”"
È la formula magica che sposta la responsabilità da un ufficio all’altro, da un dirigente all’altro, da un assessorato alla Giunta, e poi di nuovo indietro.
Un ping-pong amministrativo che dura mesi, a volte anni, ma che alla fine produce sempre lo stesso risultato: nessuno risponde, ma tutti firmano.
La catena infinita
Nel documento allegato alla Delibera n. 194/2026 si legge la sequenza perfetta:
- Il Commissario Straordinario del Consorzio 9 Catania delibera.
- Il Dipartimento Agricoltura approva e trasmette.
- L’Assessorato condivide e inoltra.
- La Giunta Regionale “apprezza”.
- L’ARS dovrà esprimere parere.
Un ciclo chiuso, autosufficiente, dove la parola “competenza” serve solo a giustificare il movimento.
Non c’è mai un “si decide”. Solo un “si trasmette”.
La Repubblica delle firme digitali
Ogni pagina del documento è un museo della burocrazia moderna:
- firme digitali
- protocolli
- codici fiscali
- PEC istituzionali
- e un calendario di date che sembra un sudoku.
E intanto il Consorzio continua a vivere nel suo periodo transitorio eterno, come un paziente collegato a una flebo di decreti.
Il paradosso del controllo
La legge regionale 45/1995 parla chiaro: l’articolo 21 disciplina i “controlli”.
Ma nel documento, il controllo diventa autocontrollo:
- il Dipartimento approva la delibera del Commissario
- il Commissario approva la modifica dello Statuto
- l’Assessorato approva l’approvazione
- la Giunta apprezza l’approvazione approvata.
Un sistema perfettamente circolare. Un controllo che controlla sé stesso.
La morale della puntata
In Sicilia, la bonifica non è solo idraulica, ma è anche burocratica.
Si bonifica la responsabilità, si drena la colpa, si canalizza la firma.
E quando tutto è pronto, si scrive: “Si trasmette per competenza.”
La frase chiave è ... “In Sicilia l’acqua scorre a fatica, ma le PEC scorrono benissimo.”
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