Chiude Wired Italia

 

Chiude l'edizione italiana di Wired, uno dei miei siti preferiti, che consultavo più volte al giorno.
Riporto in copia/incolla un posto di Giuliana Avila Di Stefano, pubblicato su LinkedIn.

Quando chiude un giornale è sempre triste.
hashtagCondenast dopo 17 anni chiude Wired Italia
La mia solidarietà a tutta la redazione e al direttore Luca Zorloni che sono riusciti in questi anni a farmi appassionare a hashtagwireditalia pur non avendo un 💚 super tecnologico, perchè su hashtagWired si parlava anche (come ha scritto Roberto Pizzato) "di come la tecnologia impatta i rapporti di potere, l'economia, la libertà e l'informazione".
➡️ Ma la realtà è che nessuno si chiede come il business impatti sulla vita reale e come oggi solo i numeri hanno ormai superato i contenuti e le relazioni.
Ovvio, che bisogna fare profitto.
Dietro però il profitto ci sono anche persone, e non solo i giornalisti e la redazione, ma anche i lettori, i molti lettori che sicuramente non si ritroveranno in linea con la riorganizzazione globale del portafoglio testate del gruppo decisa dal CEO Roger Lynch.
Wired Italia, in base a quanto si legge nel comunicato Condé Nast non è cresciuto come altrove, infatti il cartaceo negli USA, Repubblica Ceca, Giappone. In questa "riorganizzazione", ci sono anche Self, rivista di quasi 50anni, e le edizioni di Glamour Germania, Spagna e Messico.
📜 Lynch ha spiegato che ciò è dovuto a “scelte che riguardano l’allineamento dei brand e della nostra organizzazione tecnologica verso le opportunità più forti che vediamo davanti a noi”.

Commenti