La siccità che sta colpendo (come nel 2002) la nostra regione porta con sè la mancanza di produzione di frumento, ma anche di fieno, di orzo, di ceci, di fave, ecc.
E se i cerealicoltori piangono, non sono allegri i produttori di carciofi, ma anche tutti i produttori di arance, albicocche, pesche, uva, ecc.
E però, c'è da dirlo e sottolinearlo, la siccità attuale (come per gli anni 1999/2002) la si sapeva da tempo, la si poteva fronteggiare sicuramente meglio, ed invece si è dormito per lunghi quattro anni (come per il 1999/2002), senza far nulla.
E se i cerealicoltori piangono, non sono allegri i produttori di carciofi, ma anche tutti i produttori di arance, albicocche, pesche, uva, ecc.
E però, c'è da dirlo e sottolinearlo, la siccità attuale (come per gli anni 1999/2002) la si sapeva da tempo, la si poteva fronteggiare sicuramente meglio, ed invece si è dormito per lunghi quattro anni (come per il 1999/2002), senza far nulla.
Ma la cosa più vergognosa è che questa situazione di annate fortemente siccitose la consociamo da oltre 40 anni (io almeno da 40 anni) e nessuno ha mai "messo mano" con serietà alla problematica, basti pensare che i Consorzi di Bonifica sono commissariati "da una vita" e che le strutture consortili sono quelle degli anni '70, così come nessuna manutenzione è stata fatta nelle dighe/laghi da quando sono stati realizzati.
Il lago di Lentini, poi, è l'emblema di una inerzia e di un immobilismo senza pari, con 80 milioni di metri cubi di acqua inutilizzati, mentre la Sicilia grida esangue alla sete.
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