Si è rivelato un vero e proprio flop la decisione di far esporre i prezzi medi dei carburanti "al fine di far scendere i prezzi".
I prezzi sono aumentati lo stesso, ed il petrolio stamane era quotato a 84,3 dollari al barile.
Le accise e l'IVA (tasse sulle tasse) sono il vero nodo dei prezzi dei carburanti, dove lo Stato incassa a piene mani soldi a palate e non ci rinuncia affatto, qualunque composizione politica sia la governo.
Ecco il costo attuale di accise ed IVA per ogni 1.000 litri di carburante:
E su questa inutile esposizione dei prezzi ecco cosa scrivevo il 2 agosto scorso:
Ci sono azioni che non comprenderò mai. Una di queste è questo esporre i prezzi medi regionali dei carburanti presso i distributori.
E' notorio, e nessuno lo nasconde, che esiste da sempre un "cartello" fra le varie compagnie petrolifere, che aumentano i prezzi dei carburanti in base ai consumi o alle previsione dei consumi.
Nel periodo delle ferie, infatti, si assiste da sempre ad una impennata dei prezzi. E così avviene in inverno, quando c'è una maggiore richiesta di gasolio o GPL per i riscaldamenti.
A che serve esporre il prezzo medio regionale? A niente.
Il "cartello" continuerà ad esistere e farà parte del "prezzo medio regionale".
Un adempimento in più per i gestori delle aree di servizio.
Non sarebbe stato più semplice ridurre le accise o l'IVA?
Mah!



I fondatori della Repubblica Italiana concepirono il suo governo come quello di un padre di famiglia virtuoso: saggio, imparziale e soprattutto equo. Tuttavia, nell'attuale scenario, emerge come un individuo avventato e irresponsabile, coinvolto negli sprechi e nell'oppressione dei suoi concittadini. Coloro che occupano le cariche pubbliche sembrano concentrare maggiormente sulla propria sopravvivenza politica a breve termine piuttosto che sul bene della nazione e dei suoi abitanti.
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