Comincia così, dal luglio 2022, ovvero per un anno intero, la ricerca della persona giusta per effettuare dei Verbali di Accordo per ognuno degli interessati alla espropriazione.
Email al dott. Xxxxxx, con richieste di appuntamento, alle quali non sono state date risposte.
Decine e decine di telefonate, andate a vuoto.
Finalmente il 10 novembre 2022 il dott. Xxxxxx risponde al telefono ed "in affanno" mi chiede di inviare una nuova email nella quale inserire le ditte che mi hanno richiesto assistenza.
L'indomani mattina, l'11 novembre 2022 quindi, mando l'email, con un elenco dettagliato, nel quale indicavo anche il "numero di Piano espropriazione".
A questa email il dott. Xxxxxx risponde il 7 dicembre 2022:
"Gentile dottore,
La settimana entrante ultimeremo i computi metrici estimativi calcolando le indennità comprensive di manufatti soprassuoli ed eventuali altre se ricorrono i presupposti.
Se non lo ha già fatto, ci invii eventuali documenti ove ne ricorrano i presupposti coltivatore diretto, detentore PIVA per azienda agricola/altro ed eventuali contratti di affitto”
Inoltre, se per lei va bene organizziamo un incontro nella settimana tra il 19/23 dicembre".
Premesso che quanto richiesto dal dott. Xxxxxx era già in loro possesso, poichè trasmesso per PEC entro i 15 giorni successivi alla data di immissione in possesso, mi premuro a rimandare il tutto.
L'appuntamento, quindi, mi viene comunicato con una email del 15 dicembre 2022 "Con riferimento alle precedenti interlocuzioni le confermo l’appuntamento per il giorno 21 dicembre alle ore 10.00 preso la sede di Catania edificio Nord – Ufficio Espropri", ma alla data del 19 dicembre 2022 ecco che "Considerato l’approssimarsi delle festività ritengo opportuno rinviare ai primi giorni del mese di gennaio p.v.. A tal fine chiedo di confermarmi la data del 10.01.2023".
Insomma ritardare è "l'imperativo categorico" da rispettare ... e passano i giorni, le settimane, i mesi ...
... continua ...

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