Alluvione 2018 - quel pasticciaccio della protezione civile

Ritorno a scrivere sui vergognosi ritardi dei rimborsi della protezione civile relativi all'alluvione 2018.
Ho già scritto fiumi di parole, ma a distanza di "appena" 1.728 giorni ci sono delle novità, negative ovvio!
Da mesi e mesi la protezione civile (appositamente con lettere minuscole) ha pronti gli elenchi ed i decreti di liquidazione per tutte le istanze già vagliate e "ri-vagliate" per ben 4/5 volte dagli uffici degli Ispettorati Agricoltura.
Nonostante sia tutto pronto da mesi per effettuare i bonifici alle ditte danneggiate, con importi decurtati dell'80%, ecco che ... alla protezione civile (per non pagare) si inventano che "vogliono i verbali redatti in modo uniforme da tutti gli Ispettorati Agricoltura", visto che ogni provincia ne ha adottato uno proprio, ma tutti comunque simili e con tutte le informazioni necessarie ed indispensabili per emettere i pagamenti.
Ma c'è di più: la stessa protezione civile lamenta che la circolare con la quale potevano rendicontarsi solo gli importi destinati al rimborso (quel misero 20% circa), di cui aveva già notizia un anno fa (sigh), non gli piace e ... nicchia sui pagamenti.
Ed ecco che dopo "soli" 1.728 giorni i soldi sono fermi sul cassetto, mentre sul "cassetto fiscale" degli agricoltori piovono bollette dei consorzi di bonifica.
La solita storia: lo Stato (o comunque amministrazioni pubbliche) ritarda al massimo i pagamenti, ma i suoi "campa cavallo". 

 

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