Ecoschema 2 - l'inerbimento ... folle ... delle colture arboree


Dopo aver fatto la carrellata dei 5 ecoschemi, mi preme segnalare alcune follie di questa nuova programmazione, della quale ci si accorge che gli "estensori" non hanno affatto contatto con la realtà dei campi, ma "sparano" norme come dei cosiddetti "specchietti per le allodole".

L'inerbimento dei frutteti.
Beh ... potrebbe andar bene al nord Italia, dove piove più spesso che da noi, oppure in Francia o in Germania, o in Austria, ma non qui da noi, non in Sicilia, nè nelle regioni del sud della Spagna o del sud della Grecia.
Immaginiamo un agrumeto, un oliveto, un mandorleto, un vigneto, un pescheto, insomma una coltura arborea inerbita per il 70% della sua superficie dal 15 settembre al 15 maggio dell'anno dopo.
Che cosa può succedere?
1) maggior consumo di acqua, per la detrazione che questo inerbimento comporta
2) maggior asporto di elementi fertilizzanti
3) creazione di una pericolosissima ed ampissima zona in cui lo sfalcio o la trinciatura causerebbe inneschi o proliferazione di incendi
4) riduzione dell'allontanamento delle acque meteoriche, per ridotta velocità, in caso di piogge con intensità elevata
5) favorire il ciclo della mosca della frutta, come per esempio gli agrumi fino già ai primi giorni del mese di novembre
6) aumento dei danni da gelate. E' notorio, infatti, che nei terreni inerbiti il danno da gelo, alle piante ed ai frutti (vedi arance) è maggiore che nei terreni non inerbiti

Insomma queste cose chi le scrive? Queste roboanti parole: "ecoschema" ...
Cari estensori di "sciocchezze" (per dirla pulita) venite in campagna ... almeno una volta, ed ascoltate gli agricoltori! 

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