Tasse su tasse. Può riassumersi così la tassazione italiana. Basti pensare che sui carburanti le accise (che sono una tassa) vengono poi tassate con l'IVA.
Quando emettiamo una fattura il sistema fiscale italiano ci tassa così:
- il 23% fino a redditi di 15.000 euro
- il 25% fino a redditi di 28.000 euro
- il 35% fino a redditi di 50.000 euro
- il 43% oltre i redditi di 50.000 euro
Ma ciò che ci domandiamo un pò tutti è: come mai le detrazioni per chi lavora sono ormai ridotte al minimo, ma proprio minimo minimo?
Un esempio per tutti: io agronomo libero professionista per andare a lavorare ho bisogno della macchina.
Ebbene dalle tasse posso scaricare solo il 40% dell'IVA per l'acquisto dell'auto, e solo per il primo anno, mentre il costo dell'auto può essere scaricato solo per il 20% ed in quattro anni, ma ... solo per un importo pari ad € 18.075 euro, ovvero i vecchi 35 milioni di lire.
Ma oggi con € 18.075 compro una Fiat Panda o qualche altra auto di "fascia A" o "fascia B".
E il carburante? E le ruote? E i costi per la manutenzione: tutto al 20%.
Il 20%, come se io l'auto la usassi per l'80% con la famiglia o per hobby personale.
Altra beffa: quando emetto una fattura devo inserire la percentuale del 4% della mia cassa di previdenza, alla quale (udite udite) va aggiunta l'IVA!
A fronte di queste tasse, con detrazioni veramente ridicole ed al limite dell'elemosina, le strade sono indecenti, i servizi da terzo mondo e ... le tasse finiscono in una voragine senza fondo, con il debito pubblico che avanza.
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