Nei giorni dall'8 al 10 febbraio il maltempo che ha interessato maggiormente la Sicilia sud orientale ha causato tantissimi danni, non solo per le esondazioni dei corsi d'acqua (notoriamente privi di manutenzione), ma anche a casa del fortissimo vento e delle basse temperature.
Il danno agli agrumeti è molteplice:
- danno agli impianti arborei per allagamento e persistenza delle acque, causato dall'esondazione dei corsi d'acqua, con conseguente trasporto di detriti e vegetazione varia
- danni ai frutti, per cascola derivante dallo stress da asfissia radicale delle piante, in seguito all'allagamento sopra descritto
- danni ai frutti per cascola causata dal forte vento, frutti in piena maturazione, e che hanno avuto un facile distacco dalla "rosetta" del peduncolo
- danni ai frutti rimasti sulle piante per sfregamento con i rami
- danni ai frutti rimasti sulle piante per "contusione" fra di loro stessi, e conseguenti spaccature e ferite
- danni alle foglie ed ai rami per il continuo sfregamento dovuto ai venti fortissimi e continui
- danni alle foglie, con disseccamenti causati dal vento gelido
- danni ai giovani impianti, con piegature e/o abbattimento delle piante
- e per finire nei limoneti ferite in cui facilmente può penetrare il fungo del "mal secco"
Non so se tutto questo è al corrente di chi dovrebbe provvedere a iniziare un percorso per il riconoscimento della calamità naturale, ma che non se ne escano con la solita sterile delimitazione dei danni, che alla fine dopo anni ed anni porterà qualche centinaio di euro nelle tasche degli agrumicoltori, dopo centinaia di fogli di carta A4 ed infinite dichiarazioni ed assunzioni di responsabilità.
La responsabilità di chi è ai vertici dovrebbe essere quella di capire che il danno subìto negli agrumeti è ben più alto di quello che possa sembrare.
Ci sono anche le serre, i seminativi, i carciofeti e gli ortaggi in pieno campo.
RispondiEliminaSolo per rimanere in tema di danni.
lo so, a uno a uno ...
RispondiEliminaPer non parlare del danno alle piantagioni di ficodindia, con interi campi flagellati da abbattimento totale o parziale delle piante...
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