Caro gas e il riscaldamento delle case, 5° puntata

Nei giorni scorsi ho scritto alcuni post sul problema del riscaldamento delle case per l'inverno che si avvicina.
Qualche giorno fa il ministro (uscente) Cingolani ha dichiarato che con gli "stoccaggi" siamo apposto e che, anzi, l'Italia esporta gas verso altri paesi ... mah!
Resta il fatto che il prezzo per i consumatori è troppo elevato, troppo.
E, allora, che alternative ci sono?
Le stufe a legna: hanno di bisogno di una grande quantità di legna, e di una enorme pulizia dei residui della combustione, oltre che lo stoccaggio della legna è molto voluminoso.
Le stufe a pellet: fino all'anno scorso erano molto convenienti, ma il prezzo del pellet è più che triplicato, per cui la convenienza è quasi cessata.
Pompe di calore: riescono a riscaldare gli ambienti dove sono installate, ma subiscono l'impennata dei costi dell'energia elettrica. Il rendimento, però, è maggiore delle caldaie a metano.

Il problema principale di queste tre alternative alle caldaie a gas metano è che hanno un costo elevato di acquisto, hanno bisogno della installazione, spesso dovendo intervenire in modo invasivo nelle abitazioni, hanno bisogno di spazi elevati e soprattutto non si montano dall'oggi al domani.

Ci hanno "metanizzato" le città, ma non hanno pensato che era (ed è) un modo come ricattarci economicamente da chi il metano ce lo fornisce.

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