Caro gas e il riscaldamento delle case, 2° puntata


Negli anni '60 i termosifoni in ghisa venivano alimentati da caldaie a legna in ghisa, all'interno delle quali si andava inserendo via via la legna, appositamente tagliata.
Negli anni '70 queste caldaie vennero modificate, apponendo un bruciatore a gasolio, non solo perchè era il combustibile meno caro, ma era facilmente stoccabile e soprattutto rendeva autonoma la gestione della caldaia.
E durante il periodo dell'austerity (era il periodo 1973/1974) i termosifoni andavano accesi per un periodo inferiore e con temperature inferiori, proprio come oggi.


Poi arrivò il metano, molto meno caro del gasolio e soprattutto meno inquinante.
Vi ricordate la pubblicità massiccia in televisione "il metano ti dà una mano?"
Tutta l'Italia venne "metanizzata", dai capoluoghi di regione ai paesini: il metano era l'energia meno costosa e più facilmente trasportabile.

E veniamo ai giorni nostri: a causa del conflitto Russia/Ucraina, ma soprattutto della speculazione internazionale, il metano è diventato un prodotto quasi di lusso, con aumenti folli, per questo inverno cui prima di accendere i termosifoni ci si penserà molto, moltissimo.

Il mio gestore luce/gas, col quale ho il contratto bloccato fino al 1° dicembre mi ha comunicato queste variazioni di prezzo:
- energia elettrica da 0,026 €/kw a 0,40 €/kw, ovvero 15,38 volte di più
- metano da 0,16 €/smc a 1,60 €/smc, ovvero dieci volte di più

Prezzi folli, ingiustificati, ma folli.

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