La guerra Russo/Ucraina ha messo in luce le debolezze energetiche di mezzo mondo, in primis quelle italiane, fatte di cieche previsioni e di scelte inadeguate.
Siamo fra i paesi europei che energeticamente dipendiamo tantissimo dagli altri, con il divieto di fare centrali nucleari, che gli altri paesi hanno, e con una lentezza enorme nel fare campi fotovoltaici e "parchi eolici".
Nel frattempo la richiesta energetica pro capite aumenta sempre di più, ma ciò che inizia a spaventare, oltre ai costi bestiali in cui si sta andando incontro, è il blocco di moltissime attività commerciali, industriali ed agricole, ed a seguire ne risentirà l'occupazione.
La Russia, dal canto suo annuncia "la tempesta globale" e comunque finisca questa guerra i rapporti del mondo intero con la Russia ne usciranno fratturati; la stessa Russia, del resto, ha altri "amici" a cui vendere il petrolio ed il gas, non soffrirà certo per l'annullamento delle importazioni europee.
Il gas serve a tutti e ... l'inverno si avvicina, acuendo ancor di più le problematiche energetiche.
E' stato giusto "infilarci" in questa guerra dal di fuori?
E' stato conveniente?
Ci sono 450 milioni di cittadini europei che se lo chiedono, e se lo stanno chiedendo mettendo mano al proprio portafoglio.

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