Gas alle stelle: l'austerity del 1973

Era il 1973, io avevo 12 anni, quando d'improvviso i prezzi dei carburanti iniziarono una folle corsa al rialzo dopo l'embargo dei prodotti petroliferi ai paesi europei.
Le illuminazioni stradali vennero ridotte al 50%, un lampone si ed uno no; insegne pubblicitarie spente; cinema e teatri chiusi alle 23; ristoranti chiusi a mezzanotte; programmi TV chiusi alle 23; velocità a 100 km/orari nelle strade extra urbane e 120 km/orari nelle autostrade.
Ma soprattutto i giorni festivi circolazione bloccata. 
Andavamo in bici, scorrazzando per le strade statali da novembre 1973 all'aprile 1974.
Da aprile 1974 e fino al giugno 1974 ci furono le targhe alterne: poteva circolare una domenica chi aveva mezzi con targhe pari e l'altra con targhe dispari.
Da quella data alcuni paesi si adeguarono alla ricerca di fonti energetiche alternative, come Francia e Germania che scelsero l'energia nucleare, altri, come l'Italia, continuarono "a dormire" cullandosi nella solita inerzia a cui erano abituati.

Oggi riviviamo, in chiave ben diversa, una situazione simile, anche se nel frattempo parchi eolici, parchi fotovoltaici contribuiscono giornalmente a ridurre le richieste energetiche da paesi terzi.
Però in tutti questi anni si è fatto poco, almeno in Italia, tant'è che siamo ancora troppo dipendenti dai paesi produttori di petrolio e gas.
Ci vorrebbe un bel "colpo di reni" e la consapevolezza che l'energia richiesta dai cittadini e dalle industrie ogni giorno maggiore e che dovrebbe costare molto meno di quanto costa oggi, sempre che vi fosse un piano serie di auto-produzione.

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