Quel pasticciaccio della protezione civile - alluvione ottobre 2018

1.268 giorni fa le piogge alluvionali che hanno devastato parte del territorio siciliano, a causa della mancata manutenzione dei corsi d'acqua.
Poi le passerelle del ministro Di Maio, che promise 5 miliardi di euro per i risarcimenti.
Anche l'ex ministro Salvini promise dei soldi per i risarcimenti, ma da 5 miliardi si passò ad un (1) solo miliardo di euro, però ... anche pe ril nord Italia.
Poi ... la direttiva della protezione civile siciliana, che avrebbe consentito il risarcimento dei danni con la quantificazione degli stessi attraverso una perizia asseverata.
Poi l'avanti ed indietro tra protezione civile e assessorato agricoltura.
Poi la mutilazione degli importi indicati in perizia, che si attestano dal 65% al 95%. (che cosa ci hanno fatto a fare le perizie, se poi non ne hanno tenuto conto)
Poi, ancora, le decurtazioni "coatte", in spregio della direttiva della protezione civile.
E ... dopo 1.268 giorni nemmeno quelle misere somme.
E gli agricoltori aspettano, non si sa che cosa, non si sa quando.
Uniche certezze:
- se i soldi non si spendono entro ottobre 2022 non si potranno spendere più
- l'approssimazione nella gestione delle somme è scandalosa
- la direttiva della protezione civile è stata stravolta e travisata
- le somme stanziate, e disponibili, sono state dirottate ad altri interventi

E poi si lamentano che scrivo la cruda verità, ma nel frattempo c'è chi dice che i soldi sono stati già erogati ... quando sanno che non è vero.
Una vergogna immane.

Nello dove sei che non ti vedo!

Commenti

  1. Da questo "pasticciaccio", a mio avviso, non si farà nulla. Qualcuno ha capito bene come sfruttare l'evento solo a fini demagogici. Detraendo dalla "questua" concessa l'IVA e le spese tecniche, resta ben poco da spendere per affrontare i lavori. Per tanto, molti di sicuro rifiuteranno l'impegno;
    e poi qualcuno gongolerà nel dare la colpa alla parte lesa accusandola di essere incapace nello spendere i "miliardidimilionidimiliardi" stanziati.
    Egregio dott., in quanto a S.E. "il suo cervel, spero si riposi, in tutt’altre faccende è affaccendato e a queste robe è morto e sotterrato."

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