I dati pubblicati qualche giorno fa dal Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia farebbero ben sperare su una erogazione irrigua estiva "quasi regolare", e certamente non drammatica come l'anno scorso.
L'incertezza, però, è data dalla rete consortile, che è quella che è, ormai obsoleta, ma soprattutto dalla presa di coscienza che se muore l'agricoltura muore anche il consorzio di bonifica.
Il disegno di legge approntato a suo tempo, e per fortuna annegato nei meandri dell'ARS, è solamente da cancellare, per i motivi che più volte ho scritto.
Ma veniamo ai dati delle acque in Sicilia.
La diga Ancipa, come mostra il grafico, i primi giorni del 2022 aveva una disponibilità irrigua ben oltre le aspettative e, comunque, superiore a quella degli ultimi anni: attualmente nella diga sono presenti 25,50 milioni di metri cubi di acqua, a fronte di una capienza complessiva di 30,40 milioni di metri cubi.
Quindi, caro consorzio di bonifica, non ci sono scuse per non erogare l'acqua irrigua alla piana di Catania.
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