Il problema del gas russo

La guerra Russia/Ucraina sta facendo scoprire le debolezze dei vari mercati "internazionalizzati", ma soprattutto le scelte fatte dai governi italiani nelle varie legislature, scelte errate e poco lungimiranti.
Il gas russo è uno di quegli esempi: stando ai dati diffusi dal ministero quasi il 40% del gas di cui l'Italia ha bisogno proviene attualmente dalla Russia, mentre il resto proviene da Algeria 27,8%, Azerbaijan 9,5%, Libia 4,2% e Nord Europa 2,9%. L'Italia appena il 4,4%.
Adesso è partita la corsa alla sostituzione del gas russo con altro proveniente da altri paesi, e ci vorranno non meno di 18 mesi.
Anche in questo caso la cecità legislativa ha fatto sì che la nostra nazione sia dipendente quasi in toto da fonti energetici esterne e ... paghiamo sempre lo scotto di scelte sbagliate. E il il presidente dell'Autorità per l'energia (Arera), Stefano Besseghini dichiara "Se andiamo incontro a una chiusura delle forniture di gas russo c'è il rischio che gli stock di gas in Italia non siano ricostituiti a sufficienza" e ... "l'Italia potrebbe entrare in uno scenario di emergenza e scatterebbe un protocollo che prevede dei distacchi di carico e delle prevalenze fra le utenze. Per esempio, si potrebbe limitare l'illuminazione notturna e ridurre di un grado o due il riscaldamento negli immobili pubblici e privati".

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