Questa la devo raccontare per forza.
Il 31 marzo scorso, ultimo giorno del green pass nei luoghi pubblici al chiuso, mi trovavo a Lentini, ad attendere una persona presso il bar che c'è nell'area rifornimento Q8 nel primo rettifilo della strada statale 194 Catania - Ragusa, quello dopo l'Ospedale di Lentini.
La persona che aspettavo arriva ed entriamo per un caffè, prima di dirigerci verso l'azienda dove dovevamo andare.
Dopo qualche istante vedo arrivare una pattuglia della Polizia Stradale e, come faccio sempre, mi dirigo verso il primo che entra nel locale e dico "lo faccio sempre sia per voi Poliziotti, che per i Carabinieri, che state in giro per oi e rischiate la vita per noi: posso offrirvi almeno il caffè?".
Il poliziotto mi dice "no, grazie, siamo venuti per un'altra cosa".
"Alla prossima", gli dico e mi dirigo al bancone, ma ... sento che quello ad alta voce dice a tutti coloro che erano dentro al bar "green pass e documenti per tutti, e uscite fuori per fare i controlli".
Usciamo tutti e ci mettiamo a turno.
Fra le persone c'era un cosiddetto "michilettaro", ovvero uno di quelli che raccolgono ferro e cianfrusaglie in giro, con barba lunga, lenti degli occhiali graffiati vistosamente.
Questo ad un certo punto grida "ma jè l'uttimu jornu" (trad. ma è l'ultimo giorno in cui lo dobbiamo esibire).
Il poliziotto risponde "non mi interessa, lo dovete esibire insieme ai documenti. Mi favorisca la carta di identità elettronica o la patente, che dobbiamo effettuare il riconoscimento".
L'altro risponde "non l'aju; haj chidda di catta" (trad. la carta di identità elettronica non la possiedo, ho quella cartacea).
Il poliziotto non si dà per vinto, ed in siciliano gli dice "ma lei arristau è tempi dà guerra" (trad. ma lei è rimasto ai tempi della guerra, ovvero è rimasto fermo a decenni e decenni fa).
Il michilettaro risponde "i tempi dà guerra sù chiddi di ora" (trad. i tempi della guerra sono quelli attuali).
Il poliziotto gli dice "la carta di identità elettronica ci consente di trascrivere i sui dati appoggiandola al tablet", ma viene interrotto dal signore che gli dice "jè i mè dati i scrivissi cù itu" (trad. i miei dati li legga dalla carta di identità e li trascriva digitando nel tablet".
Il poliziotto, che doveva fare il serio, ma faceva trasparire il sorriso, inizia a trascrivere i dati e l'omino ritorna alla carica dicendo "jè oggi jè l'uttimu ionnu" (trad. finalmente oggi è l'ultimo giorno).
Il poliziotto risponde "si è l'ultimo giorno, ma i controlli li facciamo ugualmente".
Arriva il mio turno. Verifica green pass al tablet. Carta di identità elettronica verificata. Il tutto in nemmeno 15 secondi. Il poliziotto mi congeda dicendomi "buongiorno signor Vigo e grazie".
Io ringrazio lui, mi metto in macchina e ... telefono al collega dott. agr. Michele Giglio, che mi aveva chiamato, ma l'avevo "stoppato", e gli racconto l'accaduto, commentando di quel michilettaro ... e dell'Europa che non c'è.

Sinceramente a me sembra che l'Europa non ci sia, dato che lo zelo dei poliziotti si è concentrato sul controllo del green pass, da tempo abbandonato da tutta Europa, e non sulla provenienza del materiale presente sul mezzo del "michilettaro"...
RispondiElimina