Il ritorno verso casa, poi, riserva altre sorprese, oltre ai vari cambi di carreggiata e di corsia.
Ci si immette nella rampa che collega l'A19 ad Enna e, siccome stanno facendo lavori a metà della stessa (per un lunghissimo tratto) il traffico viene regimato da ... un semaforo? No. . Niente affatto. Ci sono delle persone a turno 24/24 ore, sotto il vento, il freddo e la pioggia, con delle palette con il colore rosso e verde, da utilizzarsi in base al senso di scorrimento.
Ma le persone sono tre: una a valle, una a monte e l'altra sempre a monte, che coadiuva con una radio ricetrasmittente il primo.
Ma a valle ... l'omino è infilato dentro una Fiat Panda, con la mano fuori da finestrino e la paletta che indica il colore rosso. Tutti fermi, quindi.
Appena arriva il segnale del "via", la paletta diventa verde (l'omino la gira di 180°) e ... la Fiat Panda fa retromarcia alla stessa stregua di un cancello automatico. Cose da mille e una notte!
Dopo aver visitato il Museo del Mito di Enna (di cui parlerò nei prossimi giorni) e il Museo della 500 a Calascibetta, al rientro la Fiat Panda continuava a fungere da cancello automatico e ... nella A19 cantieri fantasma, cambi corsie e carreggiata ... senza fine, in attesa del "miracolo" tangenziale di Catania, fra lavori infiniti e asfalto ridotto ad un colabrodo, quasi che avesse avuto la lebbra.
L'Europa può attendere

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