Il silenzio istituzionale sulla siccità è imbarazzante, come se nessuno si accorgesse che non piove da mesi e mesi.
Mah!
Unica voce "fuori dal coro" è quella del SIAS (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano) che ha pubblicato una analisi delle piogge negli ultimi 48 mesi, con grafici e mappe.
Riporto di seguito (in copia/incolla) il testo pubblicato in un post sulla loro pagina Facebook, e le mappe delle precipitazioni negli ultimi mesi/anni.
DOPO MESI DI PIOGGE IN ECCESSO, SEGNALI DI SICCITÀ INVERNALE SUL SETTORE SUD-ORIENTALE
Le mappe di SPI (Standardized Precipitation Index) per il mese di gennaio 2022 (elaborate sulle serie di dati mensili SIAS 2003-2022, integrate per il periodo 1991-2002 con le stime sui punti stazione a partire dai dati degli Annali Idrologici) mostrano come velocemente il settore sud-orientale della Sicilia, interessato nel mese di ottobre da piogge eccezionali per abbondanza ed intensità, sia entrato in una fase di siccità invernale a breve termine.
Le altre aree dell'isola, dove le precipitazioni sono state consistenti anche nei mesi successivi, a fine gennaio sono invece caratterizzate ancora da indici a breve-medio termine che indicano prevalentemente eccesso di precipitazioni.
Gli indici a più lungo termine mostrano invece come localmente le precipitazioni del 2021 abbiano compensato solo parzialmente il deficit del periodo di siccità che dal 2020 è durato fino alla vigilia dell'autunno 2021;
- l'indice SPI a 3 mesi mostra come dopo gli eventi eccezionali di ottobre le piogge successive siano state molto scarse, da un lato provvidenzialmente, perchè hanno permesso ai suoli di riacquistare condizioni di aerazione e praticabilità, ma mettendo in difficoltà l'esito delle semine di cereali e legumi invernali, avvenute peraltro in ritardo nel suoli più pesanti;
- l'indice SPI a 6 mesi rappresenta bene invece lo stato di eccesso pluviometrico che ha caratterizzato in fasi differenti quasi tutta l'Isola, con la sola eccezione di una piccola porzione del Ragusano;
- l'indice SPI a 12 mesi mostra un quadro analogo a quello testè descritto, ma con valori decisamente inferiori, proprio per effetto del precedente periodo di siccità;
- l'effetto della siccità che ha caratterizzato pesantemente anche il 2020 si ripercuote in modo più sensibile sull'indice SPI a 24 mesi, che mostra come in diverse zone le piogge dello scorso autunno non abbiano del tutto compensato il deficit accumulato in precedenza;
- infine l'indice SPI a 48 mesi, comprendendo nella finestra di osservazione anche il 2019 e parte del 2018 localmente molto piovosi, mostra come nel lungo periodo si possa affermare che gli ultimi anni abbiano goduto quasi ovunque di piogge generose; se tali piogge siano state anche ben distribuite e se siano state interamente utili per le colture e per le riserve idriche, questo l'indice non riesce ad esprimerlo, proprio per questo la lettura delle mappe deve essere affiancata dall'esame dell'andamento degli indici nel tempo e nel loro complesso, esaminando le diverse periodicità.
Commenti
Posta un commento