Annata veramente strana, quella che l'agrumicoltura siciliana si appresta a percorrere.
Ricorda molto l'annata 1995/96 e il 2005/2006, quando piogge continue contribuirono a danneggiare pesantemente le produzioni di tutte le contrade.
Non è la prima volta, come ho più volte scritto, che si verificano annate così piovose, nè sarà l'ultima.
Però la produzione ne risente, anche perchè durante l'estate scorsa abbiamo avuto eventi veramente estremi: venti fortissimi, temperature altissime, siccità lunghissima, di cui nessuno ha parlato, e poi le piogge dapprima di tipo alluvionale e poi continue.
Nel 2018 dopo le piogge alluvionali ci fu in inverno con zero piogge fino a marzo 2019, e l'annata venne preservata, eccezion fatta per le zone danneggiate dalle esondazioni.
Adesso, dopo i giorni di pogge persistenti di fine ottobre, con i danni da esondazione nelle zone limitrofe a tutti i corsi d'acqua, piogge di continuo, con la conseguenza che si è moltiplicata a dismisura la diffusione della Phytophthora citrophthora, con conseguente cascola dei frutti, cascola accentuata anche dalle condizioni asfittiche dei terreni di molte contrade.
Si salvano gli agrumeti su terreni sciolti ed in zone ventilate.
E sulle problematiche generali, tanto per gradire, si innestano i problemi scaturenti dagli aumenti smisurati, e forse ingiustificati, di tutte le materie prime, compresi i fertilizzanti e i fitofarmaci, o l'aumento dei costi energetici (trasporti compresi) senza che ci sia un adeguato aumento dei prezzi in campo.
E di tutto ciò ... 70 parlamentari regionali ... in silenzio, dalla siccità alle alluvioni, al mancato pagamento dei rimborsi della protezione civile del 2018.
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