Le botteghe sfitte

Senza titolo 2

Prendo spunto dall’articolo apparso ieri sul quotidiano LA SICILIA relativo alla situazione disastrosa delle botteghe sfitte di Acireale, indice e sintomo di una economia al collasso.
Nei giorni di Carnevale osservai questo fenomeno che, a dire il vero, si osserva in moltissime città dopo la realizzazione smisurata di Centri Commerciali ovunque.
I Centri Commerciali accorpano ogni tipo di negozio, ma non offrono una stabile occupazione. I negozi sparsi per la città, invece, complicano la spesa dei cittadini, a causa del traffico e del cronico problema dei parcheggi, ma interessano una moltitudine di piccoli commercianti che sopravvivono, o sopravvivevano, poichè era la loro stessa famiglia, per la maggior parte dei casi, a mandare avanti il negozio.
Ad Acireale, inoltre, l’economia è ferma a causa di una non meglio identificata voglia di non rinnovarsi: parlo della crisi dei limoni che ha colpito la città, essenzialmente legata a questa coltivazione, ma di cui non si parla quasi che fosse una “malattia da nascondere”.
Come scriveva giorni fa l’ing. Agostino Pennisi: Acireale ha un Assessorato all’Agricoltura? No! Acireale ha cercato di rinnovarsi sul settore agricolo e produttivo? No!
E le botteghe non chiudono solo perchè l’utenza si sposta nei Centri Commerciali, chiudono anche perchè l’economia Acese “non gira” più come una volta; anzi “non gira e basta”!
Un piccolo esame di coscienza delle Istituzioni, tutte, e forse con un pò di umiltà anche Acireale potrebbe “cambiare pagina”!

Commenti

  1. a proposito di botteghe nei centi storici posso dire che mi piacciono i supermercati , mi divertono e li ritengo anche un luogo di libertà di scelta. Non trovo il bottegaio che mi consiglia e posso scegliere anche tra costi miseri o prezzi elevati. La crisi della bottega come immobile è dovuta anche ai prezzi esosi che vengono richiesti ed al fatto che le iniziative imprenditoriali sono molto poche e male accompagnate. I giovani imprenditori sono scadenti come qualità imprenditoriale e male assistiti dalle Banche, vere e proprie organizzazioni malavitose c,he aiutano solo i ricchi e maltrattano i poveri, anche di spirito.E poi, sotto il profilo urbanistico mancano anche bravi urbanisti per ottenere una qualificazione dei centri storici che non sia solo quella affidata ai paninari o ai musicanti da strapazzo. A quando una pizza blog? Anche per le botteghe. In questo caso bisogna invitare qualche urbanista di grido del tipo Paolo La Greca. Ci viene ?

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  2. edilizia ferma,
    affittasi a volontà,
    aste ferme
    il tutto corrisponde a banche chiuse

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