U catabbentu

Ho scoperto che in pochi sanno cosa significa "u catabbentu". Niente a che fare con il Metafert, nè con il PAI; è una cosa ben più innocente, e di antica data. Quando ero bambino, non c'erano programmi televisivi il pomeriggio d'estate, nè playstation, nè nintendo, nè pc (altrimenti avrei inventato il PAI casereccio alla panna). Giocavamo tutti i pomeriggi con gli aquiloni. Stavamo fino all'imbrunire, e quando riavvolgevamo i fili nella matassa, gli aquiloni erano umidi. A volte li perdevamo oltre la zona de "il mulino", qui a Trecastagni. Gli aquiloni li costruivamo noi stessi, con la carta velina e le canne tagliate "ad arte". "U catabbentu" era quel filo di congiunzione fra la parte superiore e quella inferiore, proprio dove veniva attaccato il filo della matassa. L'importanza del posizionamento del "catabbentu" faceva sì che l'aquilone stesse in equilibrio, o peggio che cadesse inclinandosi indietro, o troppo in avanti. E da piccoli "u catabbentu", quindi, era importantissimo. Oggi l'ho voluto ricordare e far conoscere a tutti, oggi che siamo in giorni festivi e più o meno spensierati (con le arance appese....)

Commenti

  1. Evidentemente ai nostri amministratori "u catabbentu" lo hanno posizionato malissimo. La connessione tra la loro parte superiore e quella inferiore è fatta in modo pessimo tanto da non dar loro nessuna forma di equilibrio ( e lo hanno dimostrato ampiamente) .Il problema però è che siamo noi a rischiare di cadere inclinati in avanti.

    Nino

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  2. Molto interessante .... speriamo che il nuovo anno ci porti un pò di ABBENTU burocratico.

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  3. Giovanni Grasso poeta - geometra di Linera in una poesia " ’U iuornu e ‘a notti ", cita il catabbentu :

    " Ora mi pari c’assai sta parrannu,
    a propositu di quannu fu criatu lu jonnu,
    lu Signuri criau macari ‘u firmamentu,
    cu tantu di stiddi e cumeti cu lu catabbentu " (stralcio) !

    Eccezionale.

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